Alleanza nello Spirito

18 febbraio

Tutta la Trinità è all’opera per redigere la nostra  lettera: lo Spirito ci conduce, ci illumina, ci muove, disegna in noi, con il suo dito, i lineamenti del Figlio perché possiamo divenire “una lettera scritta non con inchiostro ma con lo Spirito del Dio vivente” (cfr. 2Cor 3,3).

“Siete stati lavati, santificati, giustificati, mediante lo Spirito del nostro Dio” (1Cor 6,11).

Come Paolo, siamo chiamate a lasciarci condurre, illuminare, muovere dallo Spirito, per “essere in Cristo” e divenire una sua lettera che gli uomini e le donne di oggi possono leggere.

 

Tracciamo sentieri di speranza

Ci esortava don Alberione:

“Il nostro amore a Gesù è così forte che ci fa fare quel che vuole lui, ci fa andare dove vuole lui, ci fa dire quel che piace a lui, ci fa bramare lui e lui solo? San Paolo era giunto precisamente a questo alto grado per cui diceva con verità: ‘Caritas Christi urget nos’. La carità di Cristo ci sospinga! Ci sospinga in propaganda, in chiesa, nello studio, in refettorio, in apostolato… Noi siamo portati da Dio e ‘in lui viviamo, ci muoviamo e siamo!’” (FSP35 p. 301).

“C’è come una personalità unica, ed è quella di Gesù che vive. Allora si dice: ‘Vivit vero in me Christus’. … Si dice così facilmente! Ma quando lui pensa in noi, quando lui ama in noi, quando lui vuole in noi e opera in noi, allora ecco l’unità, l’unione: l’amore è arrivato al suo supremo grado (FSP-SdC, 146).

“Vi sono anime investite dallo Spirito Santo che non operano mai per nessun motivo umano. …Vi sono anime che sono afferrate da Gesù, anime che sono investite dallo Spirito Santo, e non solo sentono che è vero che Gesù le attrae, le conquista, ma sentono che Gesù vuole loro parlare, indicare le vie della perfezione e della santità in maniera più ammirabile, e sono elevate a conoscere anche misteri alti” (FSP55, p. 435-436).

 

Preghiera

Ti benedico, o Maestro divino,
per avermi chiamato all’apostolato,
per evangelizzare a tutti le tue ammirabili ricchezze.
Sii benedetto per i frutti ottenuti!
Ma quanto sono addolorato e quasi affogato e smarrito
per l’immenso bene che non ho fatto…
A chi ricorrerò se non al tuo Cuore?
e alla tua e mia Madre Maria?
Non ho che Te. Spero solo in Te:
“Non c’è in nessun altro salvezza!” (At 4,12).
Se avessi studiato di più o avessi sentito la fede
come Paolo, Francesco, Alfonso!
Più fede nel tuo aiuto.
Se avessi posseduto più zelo per la gloria di Dio e per le anime!
Se fossi stato più umile e mai avessi cercato me stesso!
Se curato di più le edizioni!…
… Tengo presenti i trenta Dottori della Chiesa:
li ammiro, li invoco, li imito.

(Beato G. Alberione, Paolo apostolo, 13)